Lenti fotocromatiche nel 2018

"Le cose di oggi non sono piú come una volta!"
Suona come una frase alta nostalgica, tuttavia vera: molte cose oggi sono fatte meglio di come venissero fatte una volta!


Le auto riescono a macinare piú km con meno benzina e maggiore confort.
I computer elaborano dati piú velocemente ed occupano meno spazio.
Le lenti fotocromatiche reagiscono piú velocemente e con maggiore efficienza.


Le lenti fotocromatiche sono lenti che hanno subito particolari trattamenti al fine di fare si che in presenza di una forte luce cambiassero colore, trasformando un occhiale da vista in un occhiale da sole!


All'inizio le lenti fotocromatiche non diventavano scure come quelle prodotte oggi; e nemmeno tornavano molto chiare, creando talvolta insoddisfazione in chi le comprava.
Ma col tempo le cose sono cambiate e ad oggi abbiamo a disposizione lenti fotocromatiche di prim'ordine!


A dominare il mercato tra i produttori di lenti fotocromatiche c'é la Essilor con le sue lenti Transitions; quindi chiunque utilizzi la tecnologia Transitions paga i diritti ad Essilor. Ben presto gli altri produttori di lenti hanno pensato di investire e brevettare un proprio trattamento fotocromatico, facendo nascere i propri prodotti fotocromatici: Sensity per la Seiko e PhotoFusion della Zeiss.

É importante tenere sempre ben presente pregi e difetti di ogni prodotto per evitare di gonfiare eccessivamente le aspettative.

E proprio a tal proposito andremo a vedere come si comportano i trattamenti transition.

Nelle pubblicitá in TV mostrano tempistiche di oscuramento da record, ma in realtá le lenti impiegano mediamente 1 minuto per raggiungere il massimo oscuramento e 5 minuti per tornare chiare... un minuto puó essere molto lungo (provate a contare fino a 60!) tuttavia si puó notare un oscuramento pittosto visibile giá nei primi 15". Questi tempi possono comunque variare in funzione delle temperature, della quantitá di raggi UV che le colpiscono, del materiale e dei trattamenti antiriflesso.

Essendo una viariazione di colore discreta potrebbe non essere immediatamente percepita da chi indossa gli occhiali, dando l'idea che non sia cambiato il colore. Anche i trattamenti antiriflesso esterni potrebbero dare l'impressione che le lenti siano piú chiare di quelle di un occhiale da sole tradizionale perché senza riflessi esterni si puó notare facilmente l'occhio dietro la lente.
Per rendersi conto della differenza consiglio di togliere e rimettere gli occhiali quando le lenti sono diventate scure: in questo modo il nostro organismo sará in grado di apprezzare la lente brunita.


Per diventare scure le lenti Transition hanno bisogno dei raggi UV; in assenza di tali frequenze (emesse solo dal sole e lampade UV) la lente rimane chiara. Questo significa che in auto, dove il parabrezza e il tettuccio bloccano parte dei raggi UV la lente rimarrá chiara!
A tal proposito la Essilor ha brevettato un altro trattamento fotocromatico denominato XTRactive che reagisce anche a parte della luce visibile scurendosi quindi anche in auto; di contro sono lenti che appaiono un po' piú scure anche negli interni. Personalmente alla guida preferisco le lenti polarizzate.

Al di la dei limiti descritti, questi trattamenti, che vengon applicati nell'impasto del materiale stesso, offrono interessanti vantaggi:

In primis la protezione dai raggi UV (che sappiamo quanto possano essere dannosi per l'organismo), quando schairiscono offrono una trasmittanza tale da renderle adatte alla guida notturna, proteggono dalla luce blu e si adattano alle condizioni luminose.
Riguardo quest'ultima affermazione: avete presente le giornate grigie? Quelle in cui c'é una luce molto diffusa che non lascia ombre e che rende scomode sia le lenti chiare che le lenti scure. La lente fotocromatica in queste condizioni di luce non sará ne' troppo chiara ne' troppo scura e dovrebbe garantirvi una vista nitida e riposata.

E voi le avete mai provate?
Com'é stata la vostra esperienza?
Fatecelo sapere!

Commenti

  1. Articolo molto interessante, mi sa dire quale marca scurisce di più?

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    1. É una domanda a cui non so darti una risposta precisa; ci sono troppi fattori in gioco:
      Ambiente, temperatura, quantitá di UV e infrarossi, materiale della lente, trattamenti superficiali.

      Una lente sottile con indice refrattivo 1,670 sará meno reattiva di una 1,500.
      I trattamenti antiriflesso sulla superficie esterna faranno sembrare la lente piú trasparente e ci daranno l'impressione che sia meno scura.

      Tutti dovrebbero raggiungere un filtro di classe 3.
      Forse quelle che potrebbero dare l'impressione di essere piú scure sono le Transition XTR in quanto reagiscono a una porzione frequenze luminose maggiore... di contro quando sono chiare sono un po' meno bianche rispetto alle Transition tradizionali.

      A chi é molto sensibile alla luce suggerisco comunque una eventuale clip aggiuntiva, bere molta acqua e di consultare un medico per valutare la presenza di anomalie e farsi prescrivere un integratore specifico per ricaricare i fotorecettori retinici.

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