La lente migliore del mondo (2018)

Scrissi "La lente migliore del mondo" nel febbraio del 2017.


Si tratta dell'articolo con piú visualizzazioni in assoluto. Pensavo di farne un video... ma ancora non ho avuto l'ispirazione!

Inoltre, qualche giorno fa, mi ritrovavo a parlare con un carissimo amico appassionato di fotografia che mi chiese "ma tu che sei ottico, dimmi, chi fa le lenti migliori?".
Mi sono detto, tra me e me, che forse era il caso di riaffrontare l'argomento.

Lui sosteneva che fossero le Zeiss, perché le ottiche migliori per le macchine fotografiche le faceva la Zeiss. Maneggiando lenti da una vita, secondo me, sulle lenti oftalmiche non ci sono grosse differenze tra una marca e l'altra: il CR39 usato dalla Zeiss e il CR39 usato dalla Essilor, Opto-In, Seiko, ecc. é lo stesso identico materiale. Idem per CR7, vetro e policarbonato e tutti gli altri materiali che vi vengono in mente.

Ci sarebbero delle differenze geometriche sulle lenti progressive e diversitá sui trattamenti di superficie e interni... Ma ad essere sincero credo che la globalizzazione abbia appiattito un po'il mercato: i brevetti scadono o vengono venduti i diritti di produzione.

Un esempio pratico di questo appiattimento é il trattamento Transitions. Il brevevetto é della Essilor ma é ormai presente in quasi qualunque altro listino! Ha rimpiazzato i vecchi trattamenti che avevano un range di tonalitá molto limitato. Solo recentemente Zeiss ha sviluppato un trattamento chiamato PhotoFusion per contrastare il dominio di Essilor (almeno nel proprio listino). Seiko ha fatto la stessa cosa con le lenti Sensity. Essilor non é rimasta ferma a guardare, come contromossa oggi offre una gamma Transitions di ben 7 colori tra cui scegliere... riconfermandosi e rivendendo i diritti a terzi.

Perché scegliere una marca piuttosto che un'altra

Innanzitutto c'é un livello di qualitá che superficialmente non siamo in grado di percepire: é qualcosa che solitamente non influsce nella visione, non a breve termine almeno! Sto parlando delle aberrazioni del materiale. Le lenti infrangibili sono composte da un polimero organico che viene iniettato negli stampi per ottenere le lenti. Se inietto questo materiale con forza e scaldandolo troppo vado a modificare le caratteristiche fisiche e ottiche della lente.
Ecco che le lenti economiche rischiano di esser state costruite in questo modo per contenerne i costi. Sono le lenti degli occhiali premontati  da pochi euro (spesso in plexiglass, con un Abbe 34) e quelle che alcuni negozi comprano in stock dall'Asia (e non ho nulla contro le produzioni cinesi, fanno anche articoli di buona qualitá: tutta l'elettronica é prodotta li) con costi ridicolmente bassi.

Quello che secondo me fa la differenza sulla qualitá e che ci permette di distinguere una buona lente da una pessima é innanzitutto il prezzo. Lenti "troppo economiche per esser vero" nascondono quindi delle insidie invisibili.

Paghiamo anche ricerca e sviluppo.

Le lenti con marchi conosciuti quindi ci costano di piú ma offrono una garanzia di qualitá del materiale. I costi maggiori permettono a queste ditte di lavorare bene e al tempo stesso di investire in ricerca e sviluppo. Senza ricerca e sviluppo non avremmo materiali fotocromatici di ultima generazione! Ricordate com'erano una volta? Le lenti fotocromatiche rimanevano sempre un po' colorate e non scurivano molto al sole!

Le lenti fotocromatiche ne sono un esempio ben tangibile ma ve ne sono altri meno palpabili, come il miglioramento delle geometrie delle lenti progressive, l'avvento delle lenti occupazionali, i trattamenti antiriflesso piú stabili.

Le lenti piú economiche spesso sfruttano tecnologie i cui brevetti sono scaduti per cui non devono pagare royality a chi investe in ricerca e sviluppo.

Qual'é la lente migliore del mondo allora?

Se vi dicessi che son tutte uguali sarei eccessivamente generalista.
Se vi dicessi una marca in particolare sarei un ciarlatano (e pure di parte).

Andrebbe analizzato caso per caso ma posso affermare che quelle che costano di piú e di marchi affermati (Zeiss, Essilor, Seiko Rodenstock, Tokai, ecc.) sono tutte ottime e di qualitá superiore... Tuttavia rimane importante la consulenza dell'ottico: talvolta si puó risparmiare qualche euro ed ottenere ottime lenti anche con marchi meno conosciuti ma che lavorano con gli stessi principi e metodi (collaborando o prendendo in licenza i brevetti) delle grosse aziende precedentemente citate .

Secondo voi, qual'é la lente con cui vi siete trovati meglio?

Commenti

  1. ciao, ho una domanda non pertinente con l'argomento trattato e per questo me ne scuso. Mi domandavo, come riconoscere se una lente montata è Essilor o Zeiss?
    So che Zeiss appone una sorta di firma sul lato interno ai lati, ovvero una serigrafia laser. Mentre con Essilor come si fa?
    Grazie e complimenti per il blog

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    1. Nelle lenti monofocali non sempre le incisioni sono visibili: talvolta devono essere tagliate fuori dalla lente o interferirebbero con la visione.

      Nel caso delle lenti multifocali é necessario che ci siano. Sono meno visibili e sono poste a 4 mm sotto il centro ottico e spostate lateralmente a destra e a sinistra di circa 17 mm. Con tali incisioni é possibile trovare il posizionamento del canale di progressione e talvolta anche il tipo di lente, marca addizione ecc.

      Fanno fede anche le buste che contenevano le lenti che, a mio avviso, andrebbero consegnate insieme all'occhiale e sulla quale sono riportati tutti i dati della lente.

      di questo ne parlai qua
      https://ilmioamicoottico.blogspot.com/2017/01/garanzia-sulle-lenti-nuovo-anno-nuovo.html

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    2. Ringrazio per la celere quanto precisa risposta.
      Mentre per ciò che attiene le lenti da sole?
      Come faccio a capire (in assenza delle bustine) se una lente (esempio classica G15) è Essilor oppure di marca ignota o addirittura altro (Seiko, Rodenstock, ecc)? Mi pare di capire che l'unica che appone una serigrafia è Zeiss...
      Grazie

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    3. Non mi pare che nessuno apponga serigrafie a riguardo (a parte luxottica).
      Il tipo di lente dovrebbe essere specificato nel foglio di conformitá dell'occhiale.

      Se si parla di occhiali da sole non graduati dipende da produttore a produttore. Le lenti in vetro son quasi sempre prodotte da Barberini; per le infrangibili ogni ditta ha i propri fornitori.

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    4. buonasera, che io sappia Zeiss appone la serigrafia (un simbolo stilizzato) lato interno della lente (sia sui filtri da vista sia da sole)... anzi ne ho la certezza in quanto ne ho un paio :).
      Il problema sorge ora; dovrei acquistare un paio di filtri da sole non graduati G15 di marca Essilor, e mi chiedevo come fare a sapere se l'ottico monterà i filtri (da 90 euro la coppia ivati e scontati) oppure degli altri anonimi reperibili ovunque (che verrebbero sui 30 euro).
      C'è il modo di saperlo? (a parte avere il foglio di conformità)
      buona serata nonché buon weekend

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    5. Le lenti arrivano in delle buste/contenitori. Il tuo ottico dovrebbe consegnarle.

      Non dico sia impossibile falsificarle... Ma può essere impegnativo. Negli anni ho sentito di ottici che mi parlano di altri ottici che facevano incisioni sulle lenti col pantografo!

      Tecnicamente anche le incisioni sono falsificabili.

      Potresti pretendere di vedere la bolla di spedizione delle lenti arrivate.

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    6. Grazie sig.re Gieri,
      augurandole buona domenica faccio un'ulteriore analisi da retro-ingegneria

      se io portassi un paio di filtri neutro da sole ad un ottico, questi sarebbe in grado di dirmi che marca sono? O quantomeno stabilirne il valore?
      Perché se la risposta è no, a quel punto si può far passare un filtro da 15 euro come uno da 70 euro
      Grazie

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    7. Un ottico potrebbe stabilire se protegge o meno dai raggi UV. Non sarebbe in grado di definirne la marca. Per il valore penso si possano fare delle ipotesi: se potessi molare la lente potrei riconoscere il materiale in funzione della presenza di bavette e dall'odore emesso durante il taglio. Si potrebbe anche calcolare un eventuale indice refrattivo nel caso di lenti graduate, valutando la curvatura delle superfici della lente e mettendole in relazione con il potere.

      Riguardo la marca un laboratoirio dotato di strumenti per aberrometria potrebbe identificare eventuali anomalie sulla lente che differenziano le lenti di alta qualitàa da quelle di bassa qualità.

      Se un ottico vende un filtro da 15 euro a 70 è disonesto. E sono convinto che siano molte di più le persone oneste di quelle disoneste; in funzione degli ottici che ho potuto conoscere pesonalmente nella mia vita di ottici disonesti (come quello che replicava le marcature sulle lenti con un pantografo) ho solo sentito parlare senza mai incontrarne dal vivo.

      Posso aver trovato ottici con cui non condivido scelte commerciali o professionali ma disonesti no.

      Quindi ti direi di fidarti. Se non ti fidi, non ti hanno dato la conformità o le buste delle lenti utilizzate puoi sempre chiedere loro le bolle di consegna del materiale che hanno poi montato sui tuoi occhiali.

      Se poi un ottico ha una pessima fama sarà sufficiente evitarlo.
      Io lo faccio con un concessionario di moto qua a Vicenza di cui si narra non faccia quello che poi fattura durante la revisione dei veicoli: Per il resto si va sulla fiducia.

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    8. Ciao, scrivo qua perchè l'altro blog come tu hai scritto non gestisce più grosso numero di commenti. Sto cercando delle lenti fotocromate con astigmatisco tra -4 e -4,75 e parte ipermetropica +1,5 /+2.... con un indice da 1,67 mi dicono di riuscire già ad ottenere un buon lavoro e lente sufficientemente fina, ero orientato sulla versione più scura, quella che non è completamente trasparente,per Essilor è la xtractive (che si attiva anche in auto). In questi giorni ho visto anche da campionario una zeiss colore extra grey che già con la luce del negozio risultava più scura e fuori con tempo anche nuvoloso e coperto iniziava subito a scurirsi, non ricordo il nome ma non credo sia la photofusion (la photofusion era trasparente e si è scurita appena portata fuori dal negozio) ... pensavo di prendere in considerazione questa Zeiss perchè per quel che ho visto fa un pò quello che cerco dalla fotocromata. Vorrei usarla anche in ufficio al computer e mi sta bene che risuti un pochino più scura (facendo più estetica ed andando a compensare con il leggero colore anche montature di occhiali in acetato che spesso con i calibri 46-47 mi risultano un pò grandi sul viso)... non so se sia il caso di approfondire con le Tokai da 1,76 che mi hai suggerito , avrei dei benifici particolari con le tokai con quel tipo di gradazione ?

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    9. La ringrazio; il vecchio post non reggeva più bene!

      Con le Tokai 1,76 avrebbe una lente più sottile e meno curva, ma probabilmente il materiale stesso assorbirebbe uv rallentando i processi fotocromatici.

      Riguardo gli spessori con gli astigmatismi la situazione si fa complessa. Nel tuo caso specifico abbiamo una lente (sinistra) che genera su un meridiano -4,75D e sull'altro -3,75D se l'astigmatismo fosse orientato secondo regola conterebbe di più l'altezza che la larghezza della lente. Viceversa se fosse contro regola.

      Oltre alle dimensioni conta anche la centratura: meno distanza c'è tra il centro ottico e la montatura e maggiori saranno le possibilità di ridurre gli spessori.

      Sia i trattamenti Essilor che Zeiss sono comunque frutto di notevoli ricerche. In ogni caso le lenti scuriscono anche se è nuvolo in quanto attraverso le nubi passano comunque dei raggi UV che attivano la reazione della lente.

      In linea di massima questo è quanto è devo passare il testimone al suo ottico di fiducia per la valutazione di tutti questi fattori, in particolar modo dello spessore della lente.

      Mi tenga aggiornato su come si è trovato.

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  2. Buongiorno Alberto, avevo iniziato un commento sulla pagina precedente ma vedo che devo aprirne uno nuovo qui, per ..."troppo traffico"... Mi scuso in anticipo per la lunghezza ma credo che il mio piccolo "viaggio" possa essere utile ad altri.

    Mia figlia diciassettenne vuole giustamente cambiare la montatura di occhiali fatti 3/4 anni fa. L'oculista che ci ha seguiti per anni è andata in pensione e siamo quindi andati da un altro oculista. Lui ha fatto le sue misurazioni ecc. e ha diagnosticato una miopia leggermente peggiorata rispetto a prima e ha confermato un astigmatismo quasi verticale.

    Su questo blog ho imparato che per fare nuovi occhiali sarebbe stato utile sentire il parere di un optometrista invece che andare dall'ottico con la prescrizione del medico e stop. Sappiamo che il medico è più concentrato sulla salute dell'occhio mentre l'optometrista lo è più sul suo "utilizzo" quotidiano: corretto?
    A quel punto io, le ho chiesto: "Alberto, come faccio a riconoscere un ottico preparato e coscenzioso?" e lei mi ha detto che non c'è una risposta alla mia domanda. Bisogna provare.
    Quando ho insistito però, lei mi ha elencato un certo numero di esami che dovrebbero essere compresi, in una visita optometrica completa.
    Io ho quindi mandato una mail a un paio di negozi che conosco e da cui mi sono servito in passato, chiedendo se presso di loro fosse possibile effettuare una visita optometrica e cosa comprendesse una visita completa. Ho anche avuto il coraggio di chiedere: "il vs optometrista usa anche il... retinoscopio?!".
    Le risposte sono state:
    1 - No, il retinoscopio non si usa più ma voi venite quando volete che la visita optometrica ve la facciamo in quanto in negozio siamo TUTTI ottici optometristi.
    2 - No, il retinoscopio non ce l'abbiamo ma utilizziamo una macchina computerizzata della Zeiss che viene ricalibrata ogni tre giorni e ci permette di effettuare tutte le misurazioni necessarie.

    - segue -

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    1. Alla fine siamo andati nel negozio 1 perchè è a 5km da casa mentre il 2 è a 40km.
      Era sabato pomeriggio, ore 15.15 e a una dei titolari che si è offerta di aiutarci ho mostrato la prescrizione del medico ma le ho anche detto subito che: "però vorremmo effettare una visita optometrica, se possibile". La signora ci ha detto sottovoce che, in presenza di una prescrizione recente di un oculista: "non si potrebbe...". Però, dopo una piccola insistenza ci ha presentato Massimo, il quale ha prima misurato la gradazione delle lenti attualmente in uso, poi ha guardato la prescrizione medica.
      Dopodichè ha proceduto a fare i soliti test con gli occhiali di prova, le letterine, il rosso e il verde e, a un certo punto, anche una prova su una specie di tablet a distanza di lettura (l'oculista ha fatto solo prove a 4/5m).
      Nel frattempo io e mia moglie eravamo presenti e con lui abbiamo scambiato diverse informazioni, domande, precisazioni, ecc. Dopo un po' di prove, Massimo ha cominciato a dare segni di irrequietezza e a manifestare qualche perplessità. Quando gli abbiamo chiesto cosa lo disturbasse, ha chiesto di nuovo a mia figlia di leggere la riga più piccola proiettata sul muro, attraverso gli occhiali di prova e ha pronunciato le fatidiche parole: "undici decimi" poi, con vero e proprio "coup de teatre" le ha tolto gli occhiali di prova, le ha fatto indossare i suoi occhiali attuali, le ha di nuovo chiesto di leggere la "righina" e ha di uovo pronunciato le fatidiche parole!!!
      A quel punto, ci siamo resi conto - mia figlia per prima, che forse il suo difetto visivo non era peggiorato dall'anno scorso.
      (A quel punto mi è anche venuto in mente che una cosa analoga era successa l'hanno prima nello studio della dottoressa: mia figlia raccontava che da qualche tempo le sembrava di veder meno bene le scritte alla lavagna, ma l'oculista, dopo diverse prove, la esortò a mantenere le stesse lenti.)
      Massimo ci ha consigliato di fare lenti con le stesse gradazioni di quelle vecchie spiegandoci che, secondo lui, fare di più avrebbe voluto dire "sovracorreggere" il difetto con il rischio di indurre pigrizia.
      Abbimo poi ragionato anche sui vari filtri e trattamenti e alla fine abbiamo optato per il solo antiriflesso, senza luce blu.
      Come lenti, il negozio propone Essilor e avendo scelto una montatura che sulla parte bassa delle lenti ha solo un filo di nylon, abbiamo dovuto optare per lenti con indice di rifrazione di 1.6.
      Se, come mi sembra d'aver capito un indice di rifrazione maggiore voul dire, in genere, lenti di qualità migliore, allora non mi lamento del maggior prezzo rispetto a quelle stock.

      Conclusione: Massimo ci ha dedicato almeno un'ora e mezza in orari di alto flusso. Ci ha spiegato il perchè di tutte le sue osservazioni, proposte, e ci ha anche offerto di sostituire in garanzia le lenti fra due mesi se la ragazza dovesse riscontrare problemi con le lenti nuove.
      Direi che possiamo dire di aver trovato un optometrista sicuramente appassionato al suo lavoro e anche coscenzioso.

      Che ne pensa, Alberto?

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    2. Secondo me avete trovato un buon professionista. Anche se non usa il retinoscopio (strumento che a mio avviso non é ancora stato superato da alcuna macchina... credo che ci scriveró un articolo)

      Riguardo il "non si potrebbe" riprendere in mano una ricetta é uan questione discutibile. Se andassi da un altro medico potrei? Visto che le gradazioni delle lenti non sono patologie si possono rivalutare presso un optometrista? A mio avviso, per la natura delle misurazioni stesse, si; Parlo di natura delle misurazioni perché quando si fa una misurazione non si misura nulla, ma si valuta la risposta ad uno stimolo.

      Ecco che in questo ambito le ametropie (miopia, ipermetropia, astigmatismo, presbiopia) possono variare.

      In questo caso specifico quell'aumento della miopia potrebbe essere stato uno spasmo accomodativo. É una reazione abbastanza frequente: il sistema visivo oggigiorno é costretto a osservare oggetti vicini (libri, tablet, cellulari, pc) e per metterli a fuoco usiamo una muscolatura all'interno dell'occhio che muove il cristallino... Leggere per 2 ore significa mantenere per due ore questa muscolatura contratta! Quando poi si va a guardare da lontano é normale che il muscolo non si rilassi al 100%.

      Le misurazioni da vicino servono proprio a valutare la presenza di "pessime abitudini" del sistema visivo che possono portarlo a peggioramenti se si corregge il valore da lontano.

      L'indice di refrazione maggiore non significa sempre lenti di maggiore qualitá: un policarbonato, ad esempio, ha un indice 1,590 (maggiore delle lenti 1,500) ma attira la polvere ed ha un numero di Abbe piú basso. Le lenti scelte sono comunque buone. Con le lenti in cr7, con indice refrattivo 1,600, abbiamo un numero di Abbe piú basso, meno spessore, un naturale assorbimento dei raggi UV ed una resistenza agli impatti maggiore delle 1,500. Come sempre bisogna fare attenzione a temperature elevate e aggressioni chimiche che possono alterare sia le lenti che la montatura.

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    3. Nota:
      Anche se nella visita oculistica é risultata una leggera sovraccorrezione questo non dovrá farla desistere dal fare future visite oculistiche. L'oculista é l'unica figura professionale in grado di valutare lo stato di salute dell'occhio; gli oculisti infatti si fanno (perdonate il termine) il mazzo a studiare e identificare e gestire le patologie.

      É fondamentale per strutture come la retina la prevenzione, perché se si danneggiasse non la si potrebbe riparare. Quindi anche se non ci sono problemi visibili un controllo oculistico almeno ogni 5 anni andrebbe fatto. Ogni 2 superati i 50 anni o con frequenze maggiori se indicato dall'oculista.

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    4. Noi tendiamo a fargliene fare una ogni anno, prima dell'inizio della scuola, ed eventuali altre se dovesse segnalare disagi specifici.

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    5. Ottimo.
      In assenza di patologie é una frequenza relativamente alta, a meno che non venga richiesto dal medico per tenere sotto controllo una particolare situazione.

      Come suggerimento personale i controlli che riguardano l'acuitá visiva dei bambini sarebbe meglio farli nei periodi di ferie: giorni in cui si suppone vadano fuori a giocare (con l'opportunitá di guardare distante) piuttosto che stare in casa chini su libri o smartphone.

      Sono felice abbiate trovato un optometrista di fiducia. :)

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  3. Ciao Alberto , che tu sappia il trattamento fotocromato per le lenti zeiss è solo il photfusion ? Sul sito zeiss vedo opzioni photofusione e ultramatic ma niente accenno alle colorazioni (ultramatic mi pare di capire marrone e grigio). Come accennato post sopra presso un ottico ho avuto modo di vedere il campionario lenti zeiss fotocromato e nel particolare c'è una colorazione chiamata "extra grey" , questa risultava già con la luce artificiale del negozio leggermente più scura , uscendo si è scurita ulteriormente... non ho avuto modo di farmi dire il "nome" di questo trattamento zeiss ma non credo sia il photofusion perchè poi mi ha fatto vedere una photofusion normale che in negozio era completamente trasparente. essendo ottico che tratta solo zeiss io avevo accennato inizialmente al trattamento essilor xtractive (più scuro) che cercavo... ti risulta lenti zeiss colore extra grey che si attivano anche con luce normale e in auto (come le essilor xtractive e/o le hoya sensitive dark) , il sito zeiss è abbastanza semplice a riguardo: photofusion e ultramatic ma non si capisce bene le differenze se non che ultramatic lenti fotocromatiche in materiale minerale ... dice inoltre che "le Umbramatic Equitint sono particolarmente adatte in presenza di forte ametropia e poteri astigmatici molto elevati". Insomma non trovo riferimento al livello base di partenza di scurimento, faccio riferimento alla lente prova zeiss extra grey che ho visto la quale rispetto a essilor xtractive e Hoya sensitive dark mi piace sia come livello di scurimento di partenza (leggermente colorato) che come scurimento finale (non troppo scuro)

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    1. Buongiorno.
      Ho fatto qualche ricerca scoprendo che zeiss ha inserito nuovi colori che non trovo nel catalogo cartaceo.

      Oltre alle lenti fotocromati che Grey eBrown hanno aggiunto Extra Grey, Pioneer e Blue.

      A questo indirizzo ci sono dettagli extra (dovrebbe essere il sito internazionale)
      https://www.zeiss.com/vision-care/int/eye-care-professionals/products/sun-protection-outdoor-lenses/self-tinting-lenses/photofusion.html

      Ho trovato qualche dettaglio in piú sulla colorazione (che risulta piú scura) ma nulla sui dati di attivazione del processo fotocromatico in presenza della schermatura del parabrezza. Le xtractive della essilor diventano scure anche in auto perché reagiscono a frequenze dello spettro visibile, non solo agli UV (a noi invisibili ed in buona parte schermati dal parabrezza).

      In piccolo sono peró riportate le seguenti affermazioni:
      1- "Photochromic performance is influenced by temperature, UV exposure, and lens material."
      2- "ZEISS PhotoFusion lenses in Grey, Brown, Extra Grey, and Pioneer are not suitable for driving in an open vehicle."
      3- "ZEISS PhotoFusion Blue lenses are not suitable for driving."

      Le affermazioni 2 e 3 credo siano relative ad alcuni stati americani dove, se non ricordo male, la legge impone uso di lenti in policarbonato alla guida.

      Si legge inoltre che le extra gray, in condizioni ottimali, raggiungono il 92% di colorazione, quindi al pari di un filtro di classe 3 su un occhiale da sole.

      Le umbramatic equitint sono un trattamento particolare: invece di essere assorbito dalla lente (che puó avere differenti spessori nei vari punti ove venisse misurata) é applicato sulla superficie, garantendo uniformitá. Le umbramatic sono trattamenti che hanno un po'di anni sulle spalle, mentre le Photofusion sono abbastanza recenti: se non erro lanciate nel 2011 per non dover pagare diritti che vengono versati da Zeiss a Essilor ogni volta che viene fatta una lente Zeiss con trattamento transitions (dal catalogo disponibili transitions solo in grigio e marrone).

      Se il suo ottico avesse a disposizione un campione delle lenti "extra grey" potrebbe chiedergli di testarle in auto (l'ottico, non lei) per riferirle poi come regiscono dietro al parabrezza.

      Stando ai risultati di qualche ricerca che ho fatto al volo anche le lenti Hoya con trattamento Sensity e Sensity Shine diventano scure dietro il parabrezza.

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    2. ps: ho trovato anche questo sito.
      https://www.visioncareproducts.com/got-photochromics/

      é in inglese ma riassume i vari tipi di trattamenti fotocromatici.

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    3. Grazie 1000 per la risposta e la ricerca. extra grey è esattamente la lente che ho visto in mezzo a tutte le colorazioni dei campioni disponibili: Per il grey dice: Il colore preferito delle lenti a scurimento automatico in tutto il mondo.

      Per extra grey: Una scelta extra di grigio - più scuro in tutte le situazioni e particolarmente adatto ai climi caldi.

      Riproverò l'extra grey anche in auto (la lente demo intendo) , vediamo se scurisce, ma comunque ripeto che gia dentro la luce artificiale del negozio risultava un pochino colorata facendo un effetto molto gradevole rispetto al classico chiaro. La grey normale era completamente trasparente invece. Quindi è evidente che zeis abbia solo il "termine" photofusion ed in base alle colorazioni comportamenti differenti, mentre essilor ha transition signature VII per le fotocromate classiche che di base sono "trasperenti" e xtractive per quelle le dark che di base sono meno "trasparenti" e si attivano anche in autofino ad avere un livello di scurimento maggiore rispetto alle transition normali.

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